Addio a Marjane Satrapi – La matita che sfidò il regime iraniano

Il mondo della nona arte si risveglia oggi decisamente più vuoto, privo di una delle sue voci più coraggiose, libere e rivoluzionarie. Ci ha lasciato a soli 56 anni Marjane Satrapi, un’autrice capace di dimostrare al pianeta intero come un semplice foglio di carta e una matita possano diventare armi pacifiche ma devastanti contro l’oppressione.

La notizia della sua scomparsa porta con sé un risvolto intimo che stringe il cuore: Marjane non è riuscita a superare il vuoto devastante lasciato dal marito Mattias Ripa, economista svedese e compagno di una vita, mancato l’anno scorso a soli 52 anni. Un legame simbiotico durato oltre tre decenni che si è spezzato, portando l’autrice a spegnersi per quella che anche i medici riconoscono come la sindrome del cuore infranto.

Noi de L’Antro dei Fumetti vogliamo renderle omaggio ricordando non solo il suo genio narrativo, ma il modo straordinario in cui ha speso la sua intera esistenza a difesa della libertà.

Come una matita può far tremare un governo: la sfida al regime

Marjane Satrapi non ha combattuto una guerra fatta di armi, ma una battaglia culturale totale contro la teocrazia e l’oscurantismo della Repubblica Islamica dell’Iran. Il suo scontro con il potere si è articolato lungo tutta la sua vita attraverso azioni precise:

  • La resistenza clandestina nel quotidiano: Nella Teheran degli anni ’80, Marjane ha praticato fin da adolescente una forma di ribellione passiva ma rischiosissima. Acquistare cassette rock dei Deep Purple o degli Iron Maiden al mercato nero, indossare spille punk sul velo obbligatorio e rispondere a tono alla polizia morale erano i suoi modi per non farsi schiacciare. Un’indole così fieramente ribelle che spinse i genitori, preoccupati per la sua incolumità, a mandarla in esilio in Austria a soli 15 anni.
  • Il sabotaggio culturale tramite il fumetto: Scegliendo l’esilio definitivo in Francia negli anni ’90, la Satrapi ha sferrato il colpo più duro al regime togliendogli il monopolio del racconto. Con la sua opera più famosa ha umanizzato il popolo iraniano agli occhi dell’Occidente, mostrando che dietro i dogmi della propaganda religiosa c’era un Paese vivo, colto e desideroso di modernità. Attraverso un’ironia tagliente, ha ridicolizzato l’assurdità del fanatismo, trasformando la sua storia personale in un manifesto universale contro la dittatura.
  • La cassa di risonanza per le nuove generazioni: Il suo impegno non si è mai spento, nemmeno negli ultimi anni. Nel 2023, di fronte alle storiche proteste nate in Iran dopo la tragica morte di Mahsa Amini, Marjane ha preso la guida di un collettivo di artisti e accademici per dare vita a un nuovo progetto editoriale. L’obiettivo era chiaro: fare in modo che i riflettori del mondo non si spegnessero sul coraggio dei giovani iraniani che gridavano lo slogan “Donna, Vita, Libertà”.

L’eredità artistica: capolavori che hanno fatto la Storia

Il valore letterario della Satrapi risiede nella sua capacità di unire la potenza del messaggio sociale a una sensibilità artistica unica. Queste le tappe fondamentali della sua produzione:

Persepolis (2000 – 2003)

Il suo capolavoro assoluto, una pietra miliare della graphic novel mondiale. In un bianco e nero netto, espressionista ed essenziale, l’autrice racconta la sua infanzia e giovinezza a Teheran durante la rivoluzione islamica. Un successo planetario da milioni di copie, diventato nel 2007 un film d’animazione acclamato a Cannes e candidato.

Favole persiane (2001)

Un’opera preziosa che raccoglie racconti e leggende della tradizione mediorientale, reinterpretati e illustrati dall’autrice. Questo volume rappresenta il suo profondo legame culturale con le radici storiche e mitologiche della sua terra d’origine, un patrimonio artistico che il regime teocratico ha spesso cercato di oscurare o manipolare.

Pollo alle prugne (2004)

Una parentesi più poetica e malinconica, ambientata nella Teheran del 1958. Attraverso la storia del musicista Nasser Ali Khan (ispirato a uno zio dell’autrice) che decide di lasciarsi morire dopo che il suo prezioso strumento è andato distrutto, la Satrapi firma una bellissima metafora sulla perdita dell’amore e dell’ispirazione artistica.

Taglia e cuci (2003)

Con “Taglia e cuci” Marjane Satrapi regala ai lettori la rara opportunità di assistere indisturbati a un pomeriggio tra signore: una “lunga seduta di tonificazione del cuore” resa possibile dal vitale e appassionato scambio di pensieri, opinioni, pettegolezzi e confidenze che solo un gruppo affiatato di donne può generare, ovviamente lontano da occhi – maschili – indiscreti.

Donne, vita, libertà (2023)

Il suo ultimo, potente testamento politico a fumetti. Curata e coordinata dalla stessa Satrapi, questa graphic novel corale riunisce diciassette importanti disegnatori, storici e attivisti internazionali. L’opera è nata per documentare, spiegare e sostenere la rivolta e il cammino di liberazione intrapreso dalle donne e dai giovani iraniani contro la dittatura religiosa.

La carriera cinematografica

Artista poliedrica, Marjane ha espresso il suo talento anche dietro la macchina da presa, dirigendo lungometraggi eclettici e internazionali come la commedia nera The Voices (2014) con Ryan Reynolds, il biopic scientifico Radioactive (2019) dedicato alla figura di Marie Curie, e l’antologico Paradis Paris (2024).

Con la scomparsa di Marjane Satrapi perdiamo un’intellettuale cristallina, capace persino di rifiutare i massimi encomi occidentali pur di non scendere a patti con l’ipocrisia della diplomazia internazionale.

A noi lettori rimane il dovere di custodire, sfogliare e far viaggiare le sue pagine, perché la libertà ha sempre bisogno di una matita per essere difesa.

Buon viaggio, Marjane.


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