Massimiliano Frezzato – Ricordo e Letture

Lo sbrilluccichio negli occhi

Max l’ho conosciuto lavorando in fiera, e credo sia stato lui a farmi innamorare definitivamente della nona arte. Come poteva essere altrimenti, dopo il mondo infinito che ho scoperto grazie a lui? Passava spesso al banco per cui lavoravo, per fare due chiacchiere o per prendersi una pausa dallo stand, e a volte veniva a Monza a trovare amici comuni. Ogni volta cercavo di resistere alla tentazione di chiedergli qualcosa, ma a volte cedevo: uno sketch, un disegnino, qualsiasi cosa. Perché vederlo disegnare, con qualunque strumento avesse a portata di mano, ti accendeva quello sbrilluccichio negli occhi e quelle scintille nel cuore che ti ricaricavano e ti facevano credere ancora nella bellezza di questo mondo.

Riusciva a commuoverti con le parole e con l’arte e, un attimo dopo, a farti sorridere. A una come me, che non ha avuto un’infanzia felice, credo abbia fatto il dono più grande: scoprire che anch’io potevo guardare le cose con gli occhi estasiati di un bambino, elettrizzarmi, essere spensierata e, soprattutto, essere me stessa. Tutto questo grazie alla nona arte. E se oggi non riesco a staccarmi da questo linguaggio e da questo mondo, credo sia colpa, o merito, suo.

Non ero la sola a restare incantata. In una diretta con Lo Scarabocchiatore, un lettore raccontava di averlo osservato per anni allo stand di Lucca mentre disegnava con tutto quello che trovava sul tavolo: l’acqua di un bicchiere, il vino, persino le dita. E Max, nella stessa diretta, ricordava gli incontri che da ragazzo aveva avuto in fiera con i suoi autori, spiegando che, più di un bel disegno da portarsi a casa, «conta di più il momento».

Quando, nell’ottobre del 2024, Max se n’è andato dopo alcuni mesi di malattia, a soli 57 anni, ho pensato proprio a quei momenti. E quest’anno è arrivato En dedicace, un libro che raccoglie le dediche lasciate da Max nelle fiere tra Italia e Francia, reso possibile da più di ottanta lettori che le avevano custodite.

L’Artista

Per lui la creatività era pura liberazione dell’anima. Dopo un decennio di pubblicità passato dentro schemi rigidi, sapeva di non riuscire a stare fermo e si definiva «materia instabile», come la nitroglicerina di Giù la testa. Questa insofferenza alle etichette l’ha pagata cara, dovendo riconquistare i lettori a ogni cambio di rotta, dalla fantascienza alle fiabe. Ma la libertà di disegnare ciò che amava non aveva prezzo. E rifuggiva i piedistalli: prima di una diretta avvertì, scherzando, che se qualcuno lo avesse chiamato “maestro” se ne sarebbe andato a dormire.

Una volta disse che ci aveva messo trent’anni per imparare a disegnare e altri quindici per riuscire a guardare in faccia le persone senza la paura di essere giudicato. Queste parole mi hanno sorpresa.
Ai miei occhi era una persona complessa, piena di bivi, di personalità contrastanti e di lati nascosti, come le scale infinite di Escher. Eppure, appena prendeva in mano uno strumento qualsiasi per disegnare, sembrava avere una sicurezza e una fiducia in sé come pochi. Forse era “solo” l’amore per quello che faceva.

Era quello il suo motore, insieme al desiderio, come diceva lui, di «fare delle cose belle». C’è un aneddoto che, secondo me, lo racchiude perfettamente: una volta raccontò di aver ripreso due caprioli con una telecamera nel bosco dietro casa. Nel loro modo di uscire dagli alberi Max vedeva uno sguardo puro, pieno di meraviglia; lo stesso sguardo che aveva donato al suo Pinocchio e che anch’io ho imparato a riconoscere grazie a lui. Aveva ragione Lavieri, il suo editore, quando lo ha descritto profondo come Kafka, eppure «ostinatamente bambino». Non ci sono parole migliori per ricordarlo.

Cosa leggere?

Questa è la parte più difficile per me. La risposta più sincera sarebbe: TUTTO.
Comprendo che questo non sia per tutti possibile, oltre all’impossibilità di reperire alcuni titoli esauriti/ fuori catalogo. Per questo provo a fare una selezione dettata dal cuore, ma non è assolutamente una classifica. Non riuscirei a dare un ordine del genere alle sue opere: tutte uniche e tutte meravigliose. Ne riporto solo 5 scelte chiudendo gli occhi e puntando il dito, disponibili o comunque trovabili.

Tour de France

Ufficialmente non è disponile, ma molti siti ne hanno ancora delle copie disponibili, come Alessandro Distribuzioni

Avrei potuto iniziare con i Custodi del Maser, ovviamente, ma questa per fortuna è la sua opera più conosciuta e per chi ancora non la conosce potrei solo dire: Vi manca un’opera d’arte nei vostri scaffali, recuperatela appena esce la sristampa!
Tour de France invece pochi lo conoscono, così come pochi sanno che dall’autore era considerato il volume che siglava la fine della saga.

Di cosa parla?
Tour de France racconta in maniera concitata il viaggio dell’autore e della sua compagna lungo i vari festival del fumetto francesi, tra stanchezza, giornate da turisti, disegni, dediche, autografi e fans.

Perché Leggerlo:
Per conoscere Max, la sua personalità e il suo pensiero. ” Con Tour de France abbandona il fantastico e la colorazione artificiosa per lanciare quasi un “silenzioso grido”, non rabbioso ma liberatorio, di un autore che avverte la necessità d’uscire dal suo ruolo prima che lo ingabbi, di raccontare di sé e far scorrere il pennello in maniera più libera e anarchica.”
(Lo spazio Bianco)

La città delle cose dimenticate

Di cosa parla?
Nel bel mezzo del deserto del tempo si trova Sha, la città delle cose dimenticate. Le leggi che regolano il mondo di Sha possono essere comprese solo dalla parte più innocente degli uomini. Forse per tale ragione a governarlo è un vecchio corvo, il Signore di Sha, che si prende cura di tutto ciò che vi arriva: chiavi, giocattoli, vecchie fotografie ma anche parole, fantasmi e paure. Un viaggio onirico e surreale raccontato in 112 illustrazioni e collegate tra loro a formare un unico racconto ciclico di quasi 40 metri.

L’opera ha ispirato anche un cortometraggio d’animazione sperimentale diretto da Francesco Filippi insieme allo stesso Frezzato, arricchito dalla voce narrante di Lucia Gadolini. Potete vedere il trailer a questo LINK

Perché Leggerlo:
Dietro l’apparenza del libro per ragazzi (consigliato dai 7 anni in su), si nasconde una potentissima riflessione universale. L’opera parla della fragilità della memoria, dell’accettazione del dolore e dell’importanza di “curare” i propri ricordi per poter rinascere. È un viaggio affascinante che commuove gli adulti e incanta i più piccoli.

La barca volante

Di cosa parla?
C’era una volta un vecchio stanco di ricordare… e una barca volante stanca di navigare… C’era una volta il mare stanco di dominare… Una favola moderna sul tempo, l’attesa e l’infanzia… a tutte le età.

Perché Leggerlo:
È un libro perfetto da leggere insieme ai più piccoli, ma progettato per far riflettere i più grandi sui propri sogni sopiti e sul significato del viaggio.
Il grande sogno del granellino di sabbia

Il grande sogno del granellino di sabbia

Di cosa parla?
C’era una volta un granellino di sabbia tutto solo nel nulla. Non sapeva di essere un granellino di sabbia e nemmeno di esser solo. Non sapeva nulla. Il sogno di granellino di sabbia è il punto di partenza di questo nuovo universo narrativo di Massimiliano Frezzato che ritorna sui temi della natura, libertà e il rispetto tra gli esseri viventi.

Perché Leggerlo:
È una potente metafora sul valore dei desideri, sul credere nelle proprie aspirazioni indipendentemente dalle proprie dimensioni o dai propri limiti di partenza.

Il Gran Cacabul

Di cosa parla?
Il Gran Cacabul è l’ultimo titolo che Massimiliano Frezzato aveva dato a un lavoro su cui ritornava da tempo. Una storia che a volte si palesava semplice come una fiaba e a volte complicata quanto la vita stessa. La verità è che, in quanto fiaba, essa racchiude in sé, come i miti antichi e moderni, tante altre storie, o versioni, e che Frezzato le stava percorrendo tutte.

Perché Leggerlo:
Da un lato affascina chi cerca il racconto fiabesco e l’atmosfera magica dei boschi e delle creature fantastiche; dall’altro stimola il lettore adulto con metafore e riflessioni sul tempo, sulla ricerca interiore e sulle contraddizioni dell’esistenza.


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